“Ancora una volta il fumetto conferma la sua forza dirompente, capace con semplicità ed immediatezza di farsi portavoce di battaglie civili in maniera spesso molto più efficace di mille parole.”
Guido Siliotto




16/03/2026
Lettura 5 minuti

M. Cazzato/A. Barducci/D. Toffolo


Il referendum costituzionale sulla riforma della magistratura è alle porte. Nel mattino freddo di metà marzo per le strade uomini e donne indaffarati, il traffico è tutto un ingorgo, forse nessuno ci pensa, forse per tutti è una rogna in più. Quindi il rischio è l’astensionismo, ma questo è un referendum confermativo e non è previsto nemmeno il quorum. Non che non se ne parli, il dibattito è acceso ma il dato ormai più evidente è il cronico calo della partecipazione al voto. In questa falla si insinua l’iniziativa Fumetti per il NO, 17 autori si impegnano per sensibilizzare e convincere i potenziali astenuti e sono: Eliana Albertini, Simone Angelini, Armin Barducci, Andrea Bruno, Pablo Cammello, Adriano Carnevali, Francesco Cattani, Marco Cazzato, Gianluca Costantini, Federica Ferraro, La Came, Maicol & Mirco, Mario Natangelo, Andrea Piccardo, Luca Ralli, Silvia Rocchi e Davide Toffolo.
La mostra è curata da Guido Siliotto e la sua peculiarità è che non esiste una sede ma più sedi che contemporaneamente presenteranno le opere amplificando così il messaggio degli autori. Guido Siliotto, è giornalista esperto di rock indie e conoscitore di fumetto e graphic novel. Non si accontenta di scriverne ma si occupa anche di eventi culturali, è co-direttore artistico del festival Giorni di Tuono, coordina la giuria del Premio Tuono Pettinato e fa parte dell’organizzazione e della giuria del Premio Ciampi. Oltre a tutto questo Siliotto è anche avvocato e il tema referendario quindi lo coinvolge particolarmente.



Ciao Guido, il progetto rappresenta bene l’urgenza e la necessità di fare qualcosa, non con iniziative individuali ma con un progetto più ampio e partecipato. Come nasce questo progetto?

L’idea è nata durante l’inaugurazione di una mostra di artisti per il NO al referendum presso lo Studio Gennai di Pisa. Poiché il tema della giustizia è per me molto vivo, considerato che sono un avvocato e ritengo questa riforma sbagliata sia nel metodo che nel contenuto, quando un’amica mi ha suggerito di fare una cosa del genere anche con i fumetti, ho deciso di darmi da fare. Allora ho pensato ad una mostra che potesse essere fisica, da allestire in luoghi culturali, ma anche virtuale, sui social, per arrivare al maggior numero possibile di persone.


L’idea ha iniziato a prendere forma, quali sono state le sue fasi, come si è definito il suo aspetto finale?

Ho contattato alcune delle fumettiste e dei fumettisti che più stimo e con cui, in questi anni, ho stretto un legame grazie anche alle mie attività come giornalista e co-organizzatore di eventi culturali. La gran parte ha accettato di aderire e la cosa mi ha via via fatto capire che la strada era quella giusta. Ringrazio tutte e tutti, sia chi ho invitato direttamente, sia chi mi ha chiesto di partecipare e, infine, chi sta inviando, ogni giorno, il proprio contributo su instagram e facebook, generando una vera e propria comunità. Ovviamente spero che questo progetto possa essere utile al NO, ma ad ogni modo ne è venuto fuori qualcosa di artisticamente e politicamente molto bello, e tutti sappiamo quanto ci sia bisogno di cose belle.


Gli autori hanno avuto totale libertà o c’erano dei vincoli?

Non c’era alcun vincolo di forma o contenuto, a parte il fatto che dovevano essere vignette per il NO.


E. Albertini/A. Piccardo/La Came



La forza della mostra è anche quella di offrire a chiunque la possibilità di allestirla nei propri spazi aumentandone così la sua capacità divulgativa.

Oltre che su facebook e instagram, la mostra è ospitata in vari locali, circoli Arci, librerie indipendenti, negozi di dischi e gallerie a Pisa, Bologna, Roma, Perugia, Pavia, Sondrio, Siracusa, Bari e molte altre città, ma la mappa è in continuo aggiornamento, giorno dopo giorno, perché ricevo continuamente richieste di poter esporre le vignette.


Agli eventi sono anche legati momenti di incontri e approfondimenti o solo alle opere è affidato il compito di promuovere il NO?

Una delle idee di partenza è proprio questa: il fumetto ha una tale forza da saper veicolare un messaggio molto più di tante parole. Detto questo, nulla esclude che qualcuno voglia utilizzare la mostra come “sfondo” per un approfondimento parlato, un concerto, un dj-set o quant’altro, come è già avvenuto in occasione di alcune inaugurazioni.


Viviamo un periodo nel quale diritti civili e libertà dei cittadini sono messe in discussione da una costante campagna mediatica volta alla criminalizzazione. Il mondo dell’arte, in questo periodo, sembra che solo occasionalmente prenda posizioni decise, che sia forse proprio il fumetto e la popular art a dover fare oggi da megafono per tutti quelli che vogliono riappropriarsi della libertà di dialogare e contestare?

Sicuramente l’arte è uno strumento potentissimo e in particolare il fumetto, con la sua semplicità ed immediatezza. Posso anche capire chi non voglia prendere posizione esplicita su certi argomenti. Ma anche non prendere una posizione significa, inevitabilmente, prendere una posizione.


I luoghi che frequentiamo, le nicchie social che viviamo, sono popolate da persone che hanno a cuore temi come l’antimilitarismo, la lotta per i diritti civili, la parità di genere, l’ecologia e che sono spaventate dall’avanzata delle destre. Questo mette fiducia ma spesso i fatti smentiscono questa sicurezza. C’è la speranza di intercettare qualche indeciso sul voto e di influire sulla sua decisione con la vostra iniziativa?

Con Fumetti per il NO puntiamo soprattutto sugli indecisi di buona volontà e su coloro che, disillusi, non vanno più a votare, cercando di far capire che qui è in gioco la difesa della Costituzione. La sensazione è che i social siano solo lo specchio della società e che la maggioranza di chi li popola non abbia affatto le priorità di cui parli. Però è vero che, proprio come nel mondo reale, c’è una fetta di società attiva, vivace e persino ironica, che ha voglia di confrontarsi e battersi per le cose in cui crede.


La campagna per il SÌ è spesso connotata da allarmismi grevi e infamanti che fanno leva su paure e pregiudizi diffusi. Che potere ha il fumetto di contrastare una comunicazione così pesante?

E’ vero, la campagna per il SÌ a questo referendum è molto aggressiva e fuorviante, ma è semplicemente il punto di arrivo di un percorso che parte da molto molto lontano, lungo il quale si è fatto di tutto per delegittimare la magistratura, lasciando annegare la giustizia in problemi che sono ormai endemici e che questa riforma non vuole neppure scalfire. Una situazione che danneggia tutti, dagli operatori del diritto fino ai cittadini. Però, diciamolo, la campagna per il SÌ ha avuto anche alcuni momenti esilaranti e chissà cosa ci riserveranno questi ultimi giorni.

F. Cattani/Maicol & Mirco/A. Bruno



Cosa resterà delle opere realizzate per l’evento?

La bellezza che hanno generato, sia in termini artistici che di grande partecipazione collettiva.


Consideri “Fumetti per il NO” un progetto estemporaneo legato a questo referendum o l’inizio di una rete di disegnatori pronti a mobilitarsi su altri temi sociali?

Vedremo. Intanto concentriamoci su questo grande NO.




Per allestire la mostra nel tuo circolo, locale, galleria o spazio culturale, chiedi il materiale a questo indirizzo e-mail: fumettiperilno@libero.it

https://www.facebook.com/FumettiperilNO

https://www.instagram.com/fumetti_per_il_no