“… l’horror non serve a spaventare e basta, ma a prendere l’ansia del mondo reale per trasformarla in racconto; la musica, dal canto suo, ci riporta a una dimensione analogica, intima e umana.”
Lorenzo Ferrara
14/10/2026
Lettura 6 minuti
Il romanzo Gotico, assieme al Romanticismo nasce tra il XVIII e il XIX secolo in contrapposizione al Positivismo. Scienza e tecnologia danno un forte impulso al progresso economico e sociale, l’industrializzazione desacralizza il mondo. Rivisitare miti e leggende serve a ri-incantare il mondo, restituendo alla realtà una dimensione di mistero e profondità morale che la sola logica di consumo e produzione elimina.
Oggi il Positivismo ha la forma del Soluzionismo Tecnologico (l’idea della Silicon Valley che ogni problema umano possa essere risolto da un algoritmo). Il fiorire di opere di genere, horror, fantasy, weird, si contrappone alla fredda prevedibilità dell’AI al suo togliere centralità al pensiero umano e al libero arbitrio.
Tra le proposte degli ultimi anni troviamo un progetto: This is Playlist.
Dopo un primo capitolo gestito durante le incertezze della pandemia e un secondo volume incentrato sulla sfida grafica dei soli due colori, il progetto This is Playlist giunge oggi al suo atto finale: l’edizione maledetta. Un’antologia, rigorosamente in bianco e nero, in cui le atmosfere cupe del genere horror — tra vampiri in crisi, zombie, lupi mannari e cuori spezzati — si fondono con i brani musicali selezionati da dodici tra i talenti più interessanti del panorama fumettistico contemporaneo: Nova, Regular Size Monster, Lara Vitti, Cras, Vaga, Lorenzo Ferrara, Adriana Riccardi & Federico Bertetti, Camilla Ippolita, Giuseppe Bonardi, Ratematica e Deborah Tommasini.
Lorenzo Ferrara, oltre ad essere autore è anche l’ideatore dell’ambizioso progetto This is Playlist, nato per esplorare le sottili interconnessioni tra il ritmo delle tavole e quello della musica.
This is Playlist 3 non è solo una scommessa stilistica: è un vero e proprio atto di resistenza artistica. Se i primi due volumi sono stati editi rispettivamente da Amianto Comics e MalEdizioni, questa volta il team ha scelto la via dell’indipendenza totale, prendendo in mano l’intero processo produttivo e lanciando una campagna di crowdfunding su Kickstarter.
Abbiamo intervistato Lorenzo Ferrara per farci raccontare la genesi di questa “playlist disegnata”, le sfide dell’autoproduzione e il legame viscerale che unisce la matita, le note musicali e le ombre del genere horror.

This is Playlist nasce come un esperimento visivo tra musica e fumetto, il legame tra arti visive e musica esiste da sempre, quali sono le caratteristiche specifiche del vostro progetto?
Il legame tra arti visive e musica esiste da sempre, ma la caratteristica specifica del nostro progetto è la totale libertà data ad autrici e autori: l’idea di base è che ognuno debba essere libero, proprio come chi fa musica, di rappresentare come meglio crede una vicenda legata a questo tema. Per questa “edizione maledetta”, l’unico vincolo è stato quello di aggiungere un tocco horror alle storie. Perché? Perché mi sono reso conto che la fusione tra musica e horror riesce a suscitare nel lettore emozioni estremamente forti.
Il primo volume è nato durante la pandemia con Amianto Comics: qual’è stata la genesi del progetto?
L’idea è nata verso la fine del 2019, mentre ero in coda nel traffico per andare a un lavoro che mi rendeva triste. Ho deciso di portare avanti questo progetto e il mio sogno di fare fumetti dopo un consiglio conciso e diretto di Nova: “Lascia il lavoro”. Spoiler: l’ho lasciato davvero. A fine settembre dello stesso anno avevo conosciuto i ragazzi di Amianto Comics al TCBF (Treviso Comic Book Festival); ne parlai con loro e, anche se fino a quel momento non avevano mai prodotto progetti di autori esterni, mi hanno supportato dall’inizio senza abbandonarmi, persino durante la pandemia.
Nel 2024 arriva il secondo volume con MalEdizioni, l’idea di proseguire con altre pubblicazioni era già contemplata quando avete ideato la prima raccolta?
In realtà no, l’idea iniziale era quella di fare un volume unico, autoconclusivo, e fine. Poi mi sono divertito molto e gli autori stessi hanno apprezzato il progetto, quindi ho deciso di riproporlo: ne ho parlato con Nadia e Luigi di MalEdizioni e, dopo tre anni, è nato il secondo volume.
This is Playlist nasce con la pandemia e arriva oggi, in un contesto politico destabilizzante e un progresso tecnologico digitale strabordante e spesso invadente. Possiamo pensare al vostro progetto come un qualcosa di catartico?
Secondo me, per assurdo, fare fumetti e creare arte in generale acquisterà ancora più valore in futuro, anche in vista degli sviluppi dell’IA. Non dobbiamo farci spaventare da questo cambiamento, ma imparare a conviverci, adattandoci e usando la tecnologia come strumento di supporto, altrimenti non dovremmo disegnare nemmeno con tavolette grafiche e software digitali. In questo scenario, il nostro progetto diventa profondamente catartico: l’horror non serve a spaventare e basta, ma a prendere l’ansia del mondo reale per trasformarla in racconto; la musica, dal canto suo, ci riporta a una dimensione analogica, intima e umana.
La scelta delle atmosfere cupe dell’horror per questa “edizione maledetta” può essere paragonabile alla necessità degli scrittori del gotico sette-ottocentesco di ritrovare nelle leggende e nei miti e nel magico, l’insondabile mistero della natura e dello spirito umano che la tecnologia e il progresso tendono ad appiattire o escludere?
Si, ne sono assolutamente convinto. L’horror infatti penso che non sia stato visto per niente come un vincolo dalle autrici e dagli autori, anzi è stato uno spunto per dar sfogo alla propria creatività. Ogni storia si è rivelata unica e il risultato finale mi ha davvero sorpreso, andando ben oltre qualsiasi mia aspettativa.
Come si traduce in immagini l’esperienza dell’ascolto di una vera e propria “playlist disegnata”?
Ricordiamoci che la musica nasce scritta su spartiti ed è rappresentata da note musicali, pause e altri segni grafici. Nel fumetto il ritmo è dato dalle inquadrature, dalle espressioni e le pause sono gli “spazi bianchi” tra le vignette.

Torniamo a temi più concreti: avete scelto la via dell’indipendenza totale, cosa ha significato compiere questo salto?
Tanto sacrificio. Inizialmente pensavo di poter fare tutto da solo: Contattare le varie autrici ed autori, gestire le tempistiche, creare le grafiche, creare la campagna di crowdfunding, impaginare il volume, contattare le varie realtà per fare promozione e le presentazioni. Non è stato così. Adriana – Ouch Bruh, mi ha dato un enorme aiuto, Alberto, un mio caro amico, ha passato un’intera serata dopo la giornata lavorativa e un paio di nottate in bianco per aiutarmi a girare e montare il video di presentazione del volume che, lasciamelo dire, è venuto “una bomba”.
Quali sono i rischi e le sfide concrete legate alla gestione autonoma della produzione?
I rischi sono tanti ma non devono spaventare. Prima di tutto bisogna credere in ciò che si sta facendo, altrimenti perchè gli altri dovrebbero crederci? Le sfide più importanti nel mio caso sono state quelle di creare una pagina instagram da zero dedicata al progetto, creare una campagna con un budget relativamente alto, gestire 11 autrici ed autori durante quella che ricorderemo come una torrida e straziante estate.
Si potrebbe dire che, raggiunto l’obiettivo dei 3.800 euro, la produzione dell’albo è senza rischi rispetto ad una produzione tradizionale, ovvero essendo già la stampa ripagata, le incognite di vendita sono meno pressanti.
Questo è il lato interessante dell’autoproduzione. Una volta che gli autori e i costi di stampa e spedizione sono stati coperti è tutto in discesa. Ci sono da calcolare poi i costi per partecipare alle varie fiere durante l’anno, al preparare eventi e materiale di promozione, ecc. Ma in generale direi di si.
Su chi fa affidamento la raccolta di fondi, il vostro è un salto nel buio ho avete già fatto una stima di quale obiettivo riuscirete a raggiungere?
Come dico nel video di presentazione, mi rivolgo alle “care lettrici, ai cari lettori e agli appassionati della nona arte” (Può partecipare chiunque in realtà). Più che un salto nel buio lo definirei un salto nell’oscurità!

Il volume coinvolge dodici artisti differenti, come si è formato questo gruppo d’autori?
Alcuni sono dei veterani che hanno partecipato a tutti i volumi della trilogia: Nova e Regular Size Monster. Altri avevano partecipato solo al secondo volume e nell’edizione maledetta sono stati riconfermati: Cras e Camilla. Giuseppe è un caro amico, ha uno stile unico perciò è stato facile sintonizzarci sullo stesso groove. Lara mi è stata suggerita da Roberto D’Agnano, autore fotonico che ha partecipato al primo volume ed oltre a essere giovanissima è veramente molto brava, una scoperta incredibile. Vaga ho sentito che in un’intervista, diceva che le sarebbe piaciuto fare una storia sulla musica e quindi ho deciso di contattarla. Deborah l’ho conosciuta ad una sua mostra e mi ha trasmesso vibes positive. Ratematica è pazzo non potevo non includerlo. Adriana e Federico si sono aggiunti in corsa e li ho contattati perchè non potevo fare il volume senza una loro storia, trasudano arte da ogni poro.
In che modo hai coordinato stili di disegno così diversi per mantenere un’identità visiva e narrativa coerente?
Mi sono fidato delle loro capacità. Il bianco e nero ha legato il tutto perchè crea una sorta di coerenza, nonostante gli stili di disegno e narrazione completamente differenti tra loro.

Quando uscirà il libro, come lo promuoverete?
Il libro uscirà ufficialmente la notte delle streghe, ad Halloween! Abbiamo già in programma diverse presentazioni e firmacopie, tra cui un evento di anteprima con live painting e musica dal vivo il 28 ottobre presso POPBOX a Chiari (BS), in cui sarà già possibile ritirare il proprio volume e saranno presenti delle stampe autografate a tiratura limitata. Vi consiglio di seguire la pagina instagram @this.is.playlist per restare
aggiornati e non perdervi la possibilità di farvi fare un disegnetto e una dedica sul vostro volume!
Consideri concluso il percorso di This is Playlist con questa trilogia o l’esperimento tra musica e fumetto continuerà in altre forme?
È stato davvero un bel viaggio, ma direi che con il terzo volume possiamo “stoppare” definitivamente la playlist. Potrete riascoltarla e rileggerla in qualsiasi momento, tuttavia penso sia arrivato il momento di chiudere questo capitolo per potermi dedicare a nuovi progetti.
Grazie Lorenzo.
This is Playlist – edizione maledetta
Crowdfunding
Instagram