Quello che non si dice
Il festival Nuvolette presenta una doppia mostra con l’illustratore Nishant Choksi e la fumettista Martina Sarritzu.
Ci sono cose che non si dicono. Non perché non esistano, ma perché è più facile lasciarle tra le righe, annidate nei gesti, nei silenzi, nei non detti. “Uscire fuori”, nel gergo comune, significa esporsi, uscire allo scoperto e quindi mettersi sul confine: tra osservazione e partecipazione, tra intimità ed esposizio- ne, tra la paura di non farlo e l’imbarazzo di farlo.
Nel lavoro di Martina Sarritzu e Nishant Choksi, il linguaggio dell’illustrazione opera proprio lì. In questo scarto, spazio di libertà, il disegno lascia respirare, libera dal giudizio, apre alle possibilità di interpretare. Attraversa la realtà e la mette in crisi. Martina Sarritzu lavora sulle relazioni e sui confini, soprattutto affetti vi e fisici. Osserva da vicino le situazioni intime, stigmatizzate, come desideri, pulsioni, sessualità, paure e sogni, in particolare legati all’adolescenza. I soggetti di Nishant Choksi, quasi all’opposto, appartengono alla narrazione mediatica globale: qualcosa che conosciamo, ma che siamo abituati a guardare da lontano – per geografia, cultura o esposizione politica – e che, con estrema sintesi, lo sguardo dell’artista registra, cattura, rielabora, per riportarlo a una prossimità inattesa, quasi come a chiedere: e tu che ne pensi?
Nishant Choksi
Il lavoro di Nishant Choksi sonda le contraddizioni della vita contemporanea politica, potere e le quieta assurdità del comportamento quotidiano. Ciò che appare leggero spesso agisce in modo sottile, e svela quello che accettiamo senza interrogarci. Se il suo tono può sembrare giocoso, insomma, l’intenzione non lo è: sotto la superficie mette in discussione il modo in cui ci comportiamo, ciò che trascuriamo e ciò che scegliamo di normalizzare. Invece di offrire conclusioni, lascia allo spettatore il disagio di dover decidere.
Martina Sarritzu
Martina Sarritzu è una disegnatrice nata a Cesena nel 1992. Le interessano il kitsch, il corpo, il desiderio, l’adolescenza, l’imbarazzo delle prime volte, l’esagerazione e tutto il tragicomico umano. Illustra ciò che la diverte e allo stesso tempo la disturba: sudore, acne, brufoli, abiti estrosi, immagini luminose che provengono dalla sua adolescenza e dalla vita quotidiana. Ha pubblicato con Canicola Edizioni e StraneDizioni, su varie riviste – tra cui “La fine del mondo” – e in numerose pubblicazioni indipendenti, italiane e internazionali.
DOVE
Sala Iras Baldessari
piazzetta Sichardt
Rovereto (Trento)